olio. resine e altro su tela 70x90 anno 2024 (disponibile) Dall'immaginario e fiabesco mondo di Marc Chagall, fatto di sogno e colore e il mondo creativo di Vasilij Kandinskij considerato il padre fondatore del movimento artistico denominato “astrattismo” , che prende spunto Graziano Rey per presentare il suo nuovo ciclo dedicato al “Colore musicale” . Quindici tele di contrasti cromatici, il fondo satinato permette al dipinto ad olio di avere migliore risalto e spessore e poi un girotondo di inneschi di colori stretti in una danza asincrona rilasciata nell'immaginario delle sue emozioni. Quello che trasmette è un allegoria musicale, una danza dei colori, che ci riporta all'infanzia, un primordiale tuffo nel nostro inconscio fatto di musica e colori. Possiamo chiamarlo “Minimalismo musicale” oppure “Immaginario collettivo” un flusso mimetico e connettivo, costruito su narrazioni e immagini e basato su una intensa partecipazione del non razionale e dei sensi, su cui si basa il gioco di interazione tra gli individui e le tele compiute.
olio su tela 80 x 80 anno 2025 (disponibile) The dance of colors From the imaginary and fairy-tale world of Marc Chagall, made of dreams and color and the creative world of Wassily Kandinsky In this context my research started from the texture of the canvases in search of chromaticcontrasts, from the homogeneous satin background which allows the oil painting to have better prominence and depth and then a round of close color triggers in an asynchronous dance released in the imagery of my emotions. What I want to convey is a musical allegory, a dance of colours, which takes me back to childhood, a primordial dive into my unconscious made of music and colours.We can call it "Musical Minimalism" or "Collective Imaginary" a mimetic and connective flow, built on narratives and images and based on an intense participation of the nonrational and the senses, on which the game of interaction between individuals and the completed canvases is based .From a quote from my life partner Silvana Borio” Color is a means of exerting a direct influence on the soul, color is the key, the soul is a piano and with this or that key it makes the soul vibrate..
Pigmenti, cementite e catramina su tela 61 x 80 anno 2023 (collezione privata) L’immaginario limite cogliere ciò che non si vede, il noumeno. Nella filosofia di Platone, il noumeno rappresenta tutto ciò che non può essere percepito nel mondo tangibile, invero, l’esigenza di cogliere ciò che non si vede, l’immaginario, tutto ciò che è posto al di là dei nostri sensi. Stretti nella gabbia del conformismo e schiavi (tutti noi) di rigide sbarre, attraverso l'arte, costruiamo nuovi spazi e orizzonti. L'artista è un creatore di mondi : il buon artista è quello che riesce ad ingannare gli spettatori , ed il buon spettatore è quello che si lascia ingannare dall'artista.
Dicotomie - smalti, gesso su canapa 50 x 60 anno 2020 (disponibile)
http://www.villacornarea.comCementite e smalti su tela 100 x 100 anno 2019 (disponibile)
https://www.velesp-art.comDicotomie - olio e smalti su cotone 40 x 60 anno 2019 (disponibile)
http://www.facebook.com/grazianoreyDicotomie smalti e sabbia su canapa 48 x 70 anno 2020 (collezione privata)
http://www.villacornarea.comsabbia, cementite e smalti su canapa 37 x 58 anno 2018 (disponibile)
http://www.villacornarea.comDicotomie - smalti e sabbia su tela 80 x 90 anno 2020 (collezione privata)
http://www.villacornarea.comDicotomie - smalti e sabbia su tela 50 x 60 anno 2020 (collezione privata)
https://www.Delauretisart.comDicotomie - smalti e sabbia di vulcano su tela 35 x 50 anno 2020 (collezione privata)
http://www.delauretisart.comDicotomie - smalti su cotone 80 x 90 anno 2018 (collezione privata)
http.//www.Delauretisart.comCementite, sabbia e smalti su tela 70 x 50 anno 2017 (collezione privata)
https://www.Delauretisart.comtecnica mista su tela 40x70 anno 2020 (collezione privata)
https://www.Delauretisart.comI HAVE A DREAM - gessetti e smalti su tela 50 x 150 anno 2021 Io ho un sogno Lasciamo ai nostri figli un mondo migliore dove inquinamento, guerre, interessi economici e di potere, lascino il posto alla bellezza della nostra terra. Basta ai venditori di verità, alla benedizione delle armi, ai mercanti senza scrupoli, ai predicatori dell'odio, agli affaristi, ai razzisti , all'informazione becera bugiarda e assassina. Noi che siamo molto poco, facciamo cosi tanto per distruggere il sottile senso della vita. L'onnipotenza dell'uomo, si sgretola davanti alla consapevolezza del poco quali siamo. Graziano Rey Dedicato al mio amato fratello Franco e ai figli Gabriele, Guido, Michela e Morena....(disponibile) https://www.grazianorey.it
olio su tela 80x90 anno 2022 (disponibile) Fragilità “Citando Seneca ” Noi viviamo come se dovessimo vivere sempre, non riflettiamo mai che siamo esseri fragili”. Una relazione materiale che coinvolge l’uomo, autore di danni irreversibili a discapito del nostro pianeta. Questo è un aspetto da trattare, spesso l’inconsistente e scellerato modo di vivere e la nostra noncuranza del creato ci porta a privilegiare dei comportamenti che nell’immediato ci soddisfano, ma poi lasciano alle future generazioni distruzioni e quant’altro. Un profondo mea culpa per le sciagurate scelte. I miei lavori raccontano attraverso i colori e le forme il disfacimento, la guerra, attraverso una lettura contemporanea che esclude l’immagine ma stimola l’immaginifico. (disponibile)
olio, gesso e sabbia su tavola 50 x 70 anno 2017 (collezione privata)
http.//www.villacornarea.comOlio e smalti su canapa 90 x 90 anno 2018 (disponibile)
http.//www.villacornarea.comOlio su tela 50 x 70 anno 2018 (collezione privata)
http://www.villacornarea.comgesso, olio e cementite su tavola 70 x 80 anno 2014 (disponibile)
https://www.velesp-art.comacrilici su tela 30 x 30 x 4 anno 2018 (disponibile)
https://www.Delauretisart.comolio, resine smalti e cemento su tela 90x90 anno 2023 (disponibile)
http://www.villacornarea.comStucco, gesso, cementite e smalti su tavola 70 x 80 cornice anno 2016 (disponibile)
https://www.velesp-art.comsmalti, cementite e gesso su masonite 80 x 90 anno 2016 (disponibile)
https://www.velesp-art.comcementite, gesso e smalti su masonite 80 x 90 cornice anno 2016 (disponibile)
https://www.velesp-art.comstucco, cementite e smalti su tavola 60 x70 anno 2016 (disponibile)
https://www.velesp-art.comtecnica mista su tela artigianale 38x63 anno 2022 (collezione privata)
https://www.Delauretisart.comsabbia e smalti su tela 50 x 50 anno 2015 (Galleria Picenum art)
https://www.Delauretisart.comstucco e acrilici su tela 60 x 60 anno 2015 (collezione privata)
http.//www.Delauretisart.comcementite e smalti su tela 70 x 80 anno 2016 (collezione privata)
https://www.Delauretisart.comarte del riuso. Struttura in metallo, smalti e calce su coppi di recupero 200 x 70 x 12 anno 2020 (disponibile) Ho realizzato alcuni lavori utilizzando una parte di superficie. Una volta preparato le basi mi sono inventato delle gradazioni di colori e di sfumature, che specialmente sui materiali ondulati hanno una resa elegante. Utilizzando smalti e sabbia ho delicatamente colorato le superfici, lasciando emergere quello che era inizialmente la storia dell’oggetto. Quest'ultimo aspetto va sostanzialmente ricondotto all'influenza ancora presente, in parte dell'attuale sistema dell'arte, della filosofia di Marcel Duchamp secondo la quale, ogni oggetto può essere arte. www.artedelriuso.it
Smalti e materiale di recupero su tavola 25 x 38 x 7 anno 2020 (disponibile) Ogni materiale racconta una storia e cela tra le sue righe un percorso di vita, un filo conduttore che ci ricorda un periodo della nostra vita, del nostro fare quotidiano. Quando viene dismesso, finisce accatastato nelle cantine, nei solai o peggio ancora abbandonato nelle discariche. Di qui nasce l’idea di utilizzare supporti in ceramica, tegole, scatole e altri materiali abbandonati che ridipinti e restaurati possano così raccontare, senza nulla nascondere, sia la storia degli oggetti, sia l’impronta creativa dell’artista. L’artista in questo caso raccoglie l’eredità dell’oggetto e lo lavora, lo sovrappone, lo scompone e ricrea una nuova dimensione, ridando vita ad un oggetto altrimenti destinato all’obsolescenza e all’abbandono. Questo stimolo risente molto dell’influenza – ancora in parte presente dell’attuale sistema dell’arte – della filosofia di Marcel Duchamp, secondo la quale ogni oggetto può essere arte. L’artista non è un replicante, un accademico disegnatore, un copista o un bravo artigiano, è un creatore di emozioni. In alcuni casi l’arte diventa provocazione, come nel caso di Piero Manzoni che realizza le scatolette di aria d’artista o di altri che con tagli e detessiture hanno fatto vivere lo spazio dietro la tela (Fontana, Emblema) oppure, diversamente, hanno osato decomporre oggetti di uso quotidiano (Arman). È così che a partire da queste premesse ha avuto inizio da Torre Pellice nel 2017 e per opera di Graziano Rey un progetto che ci ha portato ad avvicinarci sempre di più alla politica del recupero dei materiali. Ennio Martignago
composizione, spago e smalti su tavola copertura in plexiglas 25 x 45 anno 2019 (disponibile)
https://www.velesp-art.comPersonale di Graziano Rey TEMPIO VALDESE DEI COPPIERI via Coppieri TORRE PELLICE Li dove l'infinito segna la divisione tra la terra e il cielo, tra lo spirito e la materia, il noumeno ci regala attimi di riflessione sulla netta divisione tra il colore e la luce dello spazio e il materico industriale e pragmatico radicato materialismo. Due materiali che creano un antitesi un ossimoro un conflitto una lucida follia tra il vissuto e l'irreale.
Villa Cornarea giugno 2023 Sabato prossimo,10 Giugno alle ore 18.00, l’incantevole scenario di Villa Cornarea si trasformerà nel palcoscenico di un evento straordinario che unisce arte, musica e intrattenimento per tutti i convenuti, accompagnato dalla consueta, prestigiosa degustazione, dei suoi prestigiosi vini. Emanuela Florio in trio darà vita a una serata musicale indimenticabile, mentre alcuni dei migliori artisti contemporanei, tra cui Graziano Rey, Vincenzo Mascia, Pier Tancredi De Coll, Fabrizio Mazzardo e Phil Cincinati esporranno le loro opere d'arte. Ma l'evento non si ferma alla contemplazione passiva dell'arte. Graziano Rey, rinomato artista poliedrico, sarà il protagonista di una performance-art unica, in cui mescolerà colore e risate, al fine di coinvolgere il pubblico presente in un’esperienza artistica dialogica. La sua abilità nel fondere arte e intrattenimento crea un'esperienza coinvolgente e interattiva, in cui il pubblico diventa parte integrante della creazione artistica. Questa partecipazione attiva è un'opportunità straordinaria per sperimentare l'arte in modo nuovo, hic et nunc, per fruire appieno del momento, rompendo le barriere tra l'artista e il pubblico e creando un senso di connessione e condivisone. Ma l'arte non si limiterà solo alle note melodiche della musica. L’esposizione in permanenza degli artisti, offrirà un'opportunità unica di ammirare opere straordinarie e lasciarsi ispirare dalla loro creatività, dando vita a uno spazio espositivo in cui i visitatori potranno immergersi e scoprire nuovi mondi attraverso forme, colori e concetti innovativi. L'evento annuale di Villa Cornarea promette di essere un'esperienza unica che stimolerà i sensi, nutrirà l'anima e regalerà emozioni indimenticabili. Musica, arte e intrattenimento si fonderanno in una sinfonia di colori, suoni e risate, creando un'atmosfera magica che avvolgerà tutti i presenti. A cura di Maria Libera Amato e Luigi Mazzardo
Busca dal 6 al 28 maggio presso Casa Francotto si terrà la mostra "Libere espressioni d'arte" a cura di Fernanda Prudenzano. Il vernissage si terrà sabato 6 maggio alle 17.30 Graziano Rey esporrà le tele dedicate alla delicata all'esamina ambientale "No guerra", "Bombe su Kiev - Ucraina 2020 - Vent'anni dopo - Sotto la linea e oltre".
Terme di FRATTA - FORLI Dal 9 dicembre 2022 al 31 gennaio 2023 a cura di MariaLibera Amato e Luigi Mazzardo
https://www.velesp-art.comL’ anima di Chiara Zunino a Villa Cornarea, delizioso resort di Canale d’Alba, ci regala il 18 Giugno alle ore 18.30, un’ esperienza unica e irripetibile. All’eccellente degustazione dei vini, unita all’esposizione permanente di Graziano Rey, ospiti per il 2022 Pier Tancredi De Coll’, Vincenzo Mascia e Paola Bona, si uniranno le note e le calde voci dei Borgatta’s Factory. Novità assoluta le etichette da collezione, una diversa dall’altra, dipinte a mano e autografate dall’ artista Pier Tancredi De Coll’. A rendere luminoso l’evento della serata, il transito di una folgorante cometa: quattro sculture di celebri artisti del ‘900: Giacomo Manzù, Francesco Messina e Aligi Sassu, eccezionalmente concesse dallo Studio Copernico di Milano. Saremo quindi avvolti, grazie alla densità di profumi, forme e colori, in un percorso sinestetico, dove arte e vino si fonderanno in un originale connubio ,per un’esperienza sensoriale fortemente estetica. A cura di Luigi Mazzardo, Maria Libera Amato Villa Cornarea, Via Valentino 150, Canale d’Alba eventi@villacornarea.com 348765141( anche su whatsapp) artvelesp@gmail.com 3357059069
https://www.velesp-art.com13 novembre 2021 Mostra di Graziano Rey | al Cuvèe Artexperience | di via Marco Polo 6 – Milano Personale di Graziano Rey sabato 13 novembre 2021al Cuvèè Artexperience di via Marco Polo 6 Milano. Alle ore 18,30 inaugurazione della mostra “I HAVE A DREAM” a cura di MariaLibera Amato e Luigi Mazzardo in collaborazione con l’artista Stefano Lorenzo Cavanè
https://www.velesp-art.comDal 12 al 31 ottobre 2021 Torino - Via Mazzini 50
https://www.velesp-art.comDicembre 2018 - Art Gallery (collettiva a cura di Anna Rita Rossi e Luigi Mazzardo)
http//www.grazianorey.itGENESI LIRICA DELLA MATERIA Il fenomeno dell’arte di Graziano Rey, si rivela non solo come un campo estetico, ma come un terreno fertile per un’analisi social-filosofica di ampio respiro. Nel contemplare un’opera d’arte, si entra in un dialogo silenzioso con l’artista, una conversazione che trascende il tempo e lo spazio. L'opera non è più un mero oggetto di bellezza, ma diventa un catalizzatore di riflessioni e emozioni che plasmano la nostra esistenza quotidiana. L’arte, in questa prospettiva, assume il ruolo di un filosofo antico, che non solo si limita a osservare il mondo, ma si propone di cambiarlo, di scuotere le coscienze e di evocare domande esistenziali. Questo dialogo tra l’opera e l’osservatore è emblematico di un nuovo logos, un modo di pensare che contrappone la razionalità al mito, spingendoci verso una maggiore consapevolezza del nostro essere nel mondo . Nel contesto sociale, l’arte di Graziano diventa uno specchio delle dinamiche collettive, riflettendo le tensioni, le aspirazioni e le paure di una società in continuo mutamento. Le sue opere non sono solo da ammirare, ma da vivere, offrendo un’immanenza affettiva ed estetica che pochissimi sanno regalare. Possedere una sua opera equivale a instaurare una relazione quotidiana con una presenza amica, capace di esaltare, consolare e soffondere ora allegria, ora carezze. In conclusione, l’arte diventa un percorso di consapevolezza, una guida che conduce l’osservatore a riflettere sulle proprie emozioni e a dare loro voce, come suggerisce la filosofia: non solo indagine speculativa, ma conduzione di un “modo di vita”. Ecco perché, osservando un’opera d’arte con l’occhio critico e sensibile scopriamo che essa è molto più di un semplice ornamento: è una finestra sulla nostra anima, un’eco delle nostre più profonde verità. Ed ecco l’onnipotenza del pensiero, quell’immaginazione fantastica dove l’artista Graziano Rey sa filtrare, dalle rappresentazioni oniriche, un risveglio fantastico legato a elementi reali, ma espressi traducendo in maniera dinamica allegorie, simboli e forme, con un’azione fortemente materica, guidata da uno slancio di alta creatività Il gesto, nelle opere di Graziano Rey, diventa così un istante creativo allo stato puro, quasi un momento di culto, perché questo rituale di pura gestualità, è capace di generare visioni guidate da forti e rinnovate emozioni. L’artista offre un codice di lettura innovativo che non focalizza la sua attenzione solo sull’opera d’arte per una ricerca puramente estetica, perché nello spazio aleatorio delle sue tele si estendono superfici d’immensa casualità e improvvisazione, dove materia e colore eseguono e compongono in perenne sintonia sussultanti armonie, attraverso la forza di una potente gestualità segnica. Ed è qui che lo spazio ristretto delle nostre attitudini fisiche e mentali trovano energie vitali straordinarie ed inesplorate, che riattivano, in chi ne fruisce, prodigiosi mondi rinnovabili interiori, perché l’arte di Graziano Rey è in grado di attivare potenzialità inespresse, poiché l’arte “abita” in noi e non ci resta che operare un’azione di fantastica fusione. L’artista compie un profondo atto d’amore edificando per noi spazi immaginifici, che diventano spazi reali e definiti, per dare visibilità all’invisibile bellezza di ciò che sta in noi e che silenziosamente, in ogni istante, ci pervade e ci rende parte dell’infinito… Gigi Mazzardo- MLA (22/6/2024)
in occasione della collettiva "Correnti" Spazio Musa - Torino Testo critico di MariaLibera Amato Graziano offre un codice di lettura innovativo che non focalizza la sua attenzione solo sull’opera d’arte per una ricerca puramente estetica , sui materiali utilizzati o attraverso banali dissertazioni tecniche, ma sulla capacità propulsiva che il suo linguaggio sacro e interiore possiede nell’agire in un preciso momento creativo, creando contesti d’ interattiva partecipazione. Nello spazio aleatorio delle sue tele, si estendono superfici d’immensa casualità e improvvisazione, dove materia e colore eseguono e compongono sussultanti armonie, attraverso la forza di una potente gestualità segnica. Ed è qui che lo spazio ristretto delle nostre attitudini fisiche e mentali, trovano energie vitali straordinarie ed inesplorate, che riattivano prodigiosi mondi rinnovabili interiori, perché l’arte di Graziano Rey è in grado di attivare potenzialità inespresse, poiché l’arte “abita” in noi, in ogni luogo. L’artista compie il suo atto d’amore edificando per noi spazi immaginifici, che diventano spazi reali e definiti, per dare visibilità all’invisibile bellezza di ciò che sta in noi e che silenziosamente, in ogni istante, ci pervade e ci rende parte dell’infinito… “ Griglia di partenza “ tecnica: pigmenti, pomice, olio e catramina. Opera esposta allo Spazio MUSA dal 5 al 31 luglio
In occasione della mostra alle Terme di Fratta a cura di Maria Libera Amato Il 9 dicembre 2022 viene presentata ai visitatori una selezione di opere, fulcro narrativo da cui si dispiegano iconiche rappresentazioni di un animo espressivo, capace d’intrattenere un legame dialogico di pura coscienza. Graziano offre un codice di lettura innovativo che non focalizza la sua attenzione solo sull’opera d’arte per una ricerca puramente estetica. Nemmeno solo sui materiali utilizzati, attraverso banali dissertazioni tecniche, ma anche sulla capacità propulsiva che il suo linguaggio sacro e interiore possiede nell’ agire in un preciso momento creativo, in contesti d’ interattiva partecipazione. Nello spazio aleatorio delle sue tele, si estendono superfici d’immensa casualità e improvvisazione, dove materia e colore eseguono e compongono sussultanti armonie, attraverso la forza di una potente gestualità segnica. Ed è qui che lo spazio ristretto delle nostre attitudini fisiche e mentali, trova energie vitali straordinarie e inesplorate, che riattivano prodigiosi mondi rinnovabili interiori, perché l’arte di Graziano Rey è in grado di attivare potenzialità inespresse, poiché l’arte “abita” in noi e in ogni luogo. L’artista compie il suo atto d’amore edificando per noi spazi immaginifici, che diventano spazi reali e definiti, per dare visibilità all’invisibile bellezza di ciò che sta in noi e che silenziosamente, in ogni istante, ci pervade e ci rende parte dell’infinito... Per questo l’opera di Rey, oltre al carattere estetico porta con sé un livello di lettura più complesso e perfettamente connesso alla ricerca sulle tessiture cromatiche e sugli intrecci di colore della sua poetica visiva. Da musicista e compositore, Rey sa armonizzare la partitura per quello strumento mai meccanico che è la pittura, riuscendo a rendere materico il colore con la forza espressiva dei desideri. Materiali sperimentati e pittura si fondono in un gioco caleidoscopico di invenzioni formali e veloci, che generano empatia a prima vista, assemblaggi spesso suggestivi originati da calembour visivi: un corto-circuito concettuale che deriva da una creazione materica di un impasto di colori densi, per arrivare a comporre veri e propri capricci visivi, variazioni sul tema, pastiche pittorici che prendono spunto dall’arte concettuale e povera per poi decostruire il rigore etico e il clima austero e reinterpretarlo creando un linguaggio autentico e personale.
https://www.velesp-art.comA cura di Marialibera Amato In una Milano che non è solo “da bere”, città che da sempre rifiuta l’immobilismo produttivo e culturale, viene offerta nell’ambito artistico, una visione contemporanea della rappresentazione ispiratrice del “suo sogno”, per portarci a scoprire quel misterioso legame con la verità personale soggettiva e una vita reale d’intenso vissuto. Ed ecco l’onnipotenza del pensiero, quell’immaginazione fantastica dove l’artista Graziano Rey sa filtrare, dalle rappresentazioni oniriche, un risveglio fantastico legato a elementi reali, ma espressi traducendo in maniera dinamica allegorie, simboli e forme, con un’azione fortemente materica, guidata da uno slancio di alta creatività Il gesto, nelle opere di Graziano Rey, diventa così un istante creativo allo stato puro, quasi un momento di culto, perché questo rituale di pura gestualità, è capace di generare visioni guidate da forti e rinnovate emozioni. L’artista offre un codice di lettura innovativo che non focalizza la sua attenzione solo sull’opera d’arte per una ricerca puramente estetica, perché nello spazio aleatorio delle sue tele si estendono superfici d’immensa casualità e improvvisazione, dove materia e colore eseguono e compongono in perenne sintonia sussultanti armonie, attraverso la forza di una potente gestualità segnica. Ed è qui che lo spazio ristretto delle nostre attitudini fisiche e mentali trovano energie vitali straordinarie ed inesplorate, che riattivano, in chi ne fruisce, prodigiosi mondi rinnovabili interiori, perché l’arte di Graziano Rey è in grado di attivare potenzialità inespresse, poiché l’arte “abita” in noi e non ci resta che operare un’azione di fantastica fusione. L’artista compie un profondo atto d’amore edificando per noi spazi immaginifici, che diventano spazi reali e definiti, per dare visibilità all’invisibile bellezza di ciò che sta in noi e che silenziosamente, in ogni istante, ci pervade e ci rende parte dell’infinito…
https://www.velesp-art.comComunicato stampa Finalmente dopo mesi d’attesa, martedì 12 Ottobre 2021dalle ore 18.00, “ Cantina Da Licia “ ha il piacere di ospitare la mostra personale d’arte “ Immagini e visioni ”, dell’artista Graziano Rey. Nell’occasione viene presentata ai visitatori una selezione di opere, fulcro narrativo da cui si dispiegano iconiche rappresentazioni di un animo espressivo, capace d’intrattenere un legame dialogico di pura coscienza. Graziano offre un codice di lettura innovativo che non focalizza la sua attenzione solo sull’opera d’arte per una ricerca puramente estetica , sui materiali utilizzati o attraverso banali dissertazioni tecniche, ma sulla capacità propulsiva che il suo linguaggio sacro e interiore possiede nell’agire in un preciso momento creativo, creando contesti d’ interattiva partecipazione. Nello spazio aleatorio delle sue tele, si estendono superfici d’immensa casualità e improvvisazione, dove materia e colore eseguono e compongono sussultanti armonie, attraverso la forza di una potente gestualità segnica. Ed è qui che lo spazio ristretto delle nostre attitudini fisiche e mentali, trovano energie vitali straordinarie ed inesplorate, che riattivano prodigiosi mondi rinnovabili interiori, perché l’arte di Graziano Rey è in grado di attivare potenzialità inespresse, poiché l’arte “abita” in noi, in ogni luogo. L’artista compie il suo atto d’amore edificando per noi spazi immaginifici, che diventano spazi reali e definiti, per dare visibilità all’invisibile bellezza di ciò che sta in noi e che silenziosamente, in ogni istante, ci pervade e ci rende parte dell’infinito…
https://www.velesp-art.comLe profezie pittoriche di Graziano Rey. Non è difficile riconoscere nella pittura di Graziano Rey , le caratteristiche di uno studio antropologico durato anni. Dopo, aver vissuto nella società dei mass media nel suo interno, come protagonista, ricordiamo che ha scritto “I ragazzi della terza c”, ha vinto il Tenco e il Viarteggio con la sua Band, ha vissuto per due anni alle isole di Tonga, compiendo quello che gli antropologi chiamano “osservazione partecipante”. Il suo lavoro è l’espressione di una sintesi di segni e significati archetipi, appartenenti a tutta l’umanità sin dai suoi albori. Allontanatosi progressivamente dal mondo fittizio dell’apparenza, incomincia a riprendere in mano un suo amore primigenio, la pittura, persuaso dal fatto che solo questa semplicità di strumenti e tecniche possano metabolizzare la quantità delle esperienze a cui è andato incontro. Argomenti che vuole comunicare avendone assimilato i principi come verità filosofica. Nella mostra che si terrà il 7 novembre al Museo d’Arte Contemporanea di Fonte Nuova nei pressi di Roma, vengono affrontate alcune delle tematiche sociali anche partendo da precisi eventi storici in cui è stata coinvolta l’umanità intera come la caduta del muro di Berlino, L’esplosione di Cernobyl, e temi legati al vecchio testamento come l’Esodo e il Diluvio universale, Davide e Golia, e loro varianti (Dalla terra nasce la vita). Quindi eventi e esperienze diacroniche e perse nello spazio e nel tempo come ad assumere senso escatologico, in quanto profetizzano la fine dei tempi in maniera individuale e collettiva tramite altri ‘segni’ dei tempi. Segni che traducono segni, parole che ne sostituiscono altre mettendo in atto la retorica dell’arte moderna e contemporanea. In apparenza la suggestione dei dipinti rupestri permutati in arte contemporanea con la vernice e le tecinche del dripping, del grattage, del frottage, del calco; tecniche prestate al Surrealismo che prevedono la commutazione di immagini in parole e viceversa e altre caratteristiche del versante onirico della realtà che la interpretano usando strumenti ancestrali paradossalmente ritornati in auge al giorno d’oggi. Il contenuto a più livelli di lettura è a sfondo sociale, mitico, pubblicitario dove i colori assumono un significato simbolico, in cui il bianco presenta la positività, la razionalità, la luce; il rosso invece rappresenta la passione, il dramma, il dolore, la sofferenza. Eventi come Il Diluvio universale in cui presenta Dio come lancia, come punitore ossia nella sua veste ambigua di padre che ama e al contempo punisce, che porta a credere e a non credere, a identificarsi nel bene o nel male accompagna i grandi fatti della storia rappresentati come metafora della propria esistenza. Per cui c’è il ritorno della famiglia e del sé con il colore nero, (Bianco e nero : quello che pare bianco poi nasconde menzogne. Dallo sporco nascono delle anime candide…) che è anche il colore usato della rimozione ovvero di tutti quegli elementi condensati che sono stati volutamente dimenticati dalla coscienza, come protagonista e proiezione di tutti i personaggi principali delle opere. Sacra famiglia che ha questa presenza di rosso perché c’è una crisi della famiglia. Così come nella propria esperienza adolescenziale, nelle notti di Cernobyl si fa riferimento all’uomo e al suo percorso verso la verità incappando in disastri umanitari ed ecologici, in cui perdono la vita migliaia di persone.
Spiare la materia Archeologie industriali sostenibili Ennio Martignago Tre Miniature accanto a “La Marcia delle Scimmie” Quello che colpisce dell’Opera di Graziano Rey è l’esplorazione dei materiali attraverso l’arte pittorica, un percorso difficilmente restituibile con le immagini di questo periodo storico dominato dalle due dimensioni della comunicazione digitale — “0–1”. Un difficile rapporto con i social media che stanno diventando sempre più le uniche gallerie possibili per l’arte nella sua dimensione seriale. Se le evocazioni cromatiche riescono a bucare lo schermo già con collezioni come Hierophanies, Echoes of Events, le Choregraphie, e le amate Città Invisibili, nessun sito può trasmettere la sensualità tridimensionale quasi scultorea degli smalti: un paradosso dove la terza dimensione cerca un titanico spazio di parto attraverso le due dimensioni della tela. Questo tentativo diventa perfino esasperato negli ultimi lavori che hanno bisogno di tele sempre più grandi e gestualità più intense con un’intensità nervosa che richiama i paesaggi tachipsichici di un altro artista eclettico come Brian Eno: una strada che ha un solo sbocco possibile, quello delle maestose installazioni ambientali necessariamente costose (un percorso che sta cercando una via di sbocco in un ambizioso progetto in gestazione con Davide Davì Lamastra dedicato ai martîri delle donne). Fortunatamente, almeno dal mio personale punto di vista, sono arrivate a fare tirare un sospiro di sollievo a quanti apprezzano i suoi lavori più distesi le creazioni delle “Miniature Strutturate” di cui potete vedere qui alcuni esemplari. “In fondo al mar” Rispetto agli altri percorsi, questi sembrano momenti di requie con esplorazioni della natura dalle emozioni impressioniste come le immersioni di “In fondo al mar”, la rivisitazione delle Città Invisibili di “Trame di rame” o l’incursione nella calligrafia Shōdo di “Ologramma”, dove riscopre la poesia del giardino zen su una tavola taoista, con tratti sobri che poggiano su un continuum dal mezzogiorno luminoso yang alla profonda notte dello yin. “Ologramma — Shōdo” Sono momenti… veri e propri istanti di contemplazione dove ritornare all’amata materia degli smalti. Potrebbe bastare così, ma la genialità emerge dal ruolo che assume la presenza della cornice (realizzata in collaborazione con il maestro artigiano Davide Grande): questi istanti di contemplazione fra il bucolico e il meditativo appaiono attraverso il buco della serratura del metallo grezzo e l’effetto che ne sortisce è come se il paesagismo si trovasse racchiuso nei Piombi veneziani, in cui l’artista prigioniero ricostruisce un suo esterno, ritrovando una pace possibile in mezzo all’esasperazione del Kali Yuga. “In fondo al mar… in fondo al mar” Le “Miniature” di Graziano Rey sono un inno alla Sostenibilità per quanto “rinnegata”, relegata com’è a degli intervalli fra una tela sempre più intensa ed una sempre più gigantesca. “Piccolo è bello” è stato un motto per lunghi anni famoso grazie al libro di Ernst Friedrich Schumacher, e questo è proprio il caso di queste opere di Rey. Le miniature stanno alle tele come gli haiku stanno all’Iliade o alla Divina Commedia. Sostenibilità è anche a cavallo fra pop art e arte povera, nell’incontro fra materiali di recupero come il legno e come il ferro. La coniunctio oppositorum fra l’artigianato della falegnameria e il richiamo alla rivoluzione industriale del metallo, offre uno spaccato di archeologia industriale come rifugio della poesia e della natura. “Trame di rame” Ecco, dunque, che questa interpretazione dello spazio tridimensionale nelle due dimensioni del dipinto incastonata fra le cornici di Rey fa di queste “miniature” dei veri e propri giganteschi Loft industriali in un gioco di prospettive che costringe l’osservatore ad avvicinarsi di più al metallo della serratura, che trasforma il quadro in una scatola ottica, un gioco di prospettive che reinventa la profondità senza il sacrificio del pittore, o quello dei materiali, dalle paste alle tele. “Ologramma — Shōdo” (dettaglia) Una strada sciamanica o buddista, l’incontro con la sobrietà, l’essenzialità… il matrimonio fra l’austerità monastica e la dolcezza poetica. Per tutte queste ragioni le “Miniature” di Rey sono dei mandala per una pace possibile nel nostro tramonto espressivo occidentale.
La fabbrica dei giocattoli Istrione del colore, pifferaio magico, Willy Wonka, Graziano Rey in questa collezione di opere assume il ruolo di artista affabulatore che conduce alla fabbrica dei sogni. Una sorte di viaggio nell’universo incantato dell’immaginario delle favole. Un viaggio visivo. E ipnotico nei mondi dei giochi linguistici alla Alice nel paese delle meraviglie dove realtà può essere ribaltata nella sua espressione linguistica. Per questo il lavoro di Rey oltre al carattere ludico ed estetico porta con se un livello di lettura più complesso e connesso al suo lavoro sulle tessiture cromatiche e sugli intrecci di colore della sua poetica visiva. Da musicista e compositore Rey sa armonizzare la partitura per quello strumento mai meccanico che è la pittura riuscendo ad impersonare il ruolo di chef di una nouvelle-cuisine del colore che sa impiegare la materia prima dei desideri. Collage e materia pittorica si fondono in un gioco caleidoscopio di invenzioni formali veloci e capaci di generare empatia a prima vista, assemblaggi spesso spiritosi originati da un calembour visivo, un corto circuito concettuale che prende spunto da una impostazione materica ed un impasto di colori densi per arrivare a comporre veri e propri capricci visivi, variazioni sul tema, pastiche pittorici che prendono spunto dall’arte concettuale e povera per de-costruire il rigore etico ed il clima austero e reinterpretarlo in un gioco di opere giocose dal gusto apparentemente naif. In un momento di massima celebrazione e dominio culturale e mediatico della cucina d’autore, l’artista si serve di corde e altri materiali poveri per realizzare prelibatezze visive e vivaci composizioni che prendono spunto dalla ricerca compositiva e formale di piatti stellati tanto celebrati in questi ultimi anni. In questo ciclo di opere Graziano Rey mette in azione un dispositivo di ispirazione inverso al meccanismo in atto nell’alta cucina creativa, se lì i piatti tendono ad assumere una costruzione formale sempre più ispirata all’arte della composizione visiva con un intenzionale distacco dall’aspetto tradizionale dei piatti, nel caso dell’artista l’ispirazione parte proprio dall’astrazione mimetica dei piatti resi quasi astratti dalla disposizione minimalista secondo gli stilemi della nouvelle-cuisine. Pensiamo anche all’arte giapponese di creare sculture falsi piatti o di scolpire alimenti con forme astratte e geometriche. Il mondo degli alimenti dipinti o dei cibi scultura si fonda su una pratica insieme evocativa e interdittiva del piacere orale. I piatti diventano iperrealisti e seduttivi ma decisamente non commestibili. Un piacere evocato ma rinviato, sospeso e inaccessibile. Dunque si può rilevare un livello di lettura psico-dinamico e pedagogico in questo ciclo di opere apparentemente ispirate esclusivamente al piacere di un divertissement regressivo. Il gioco è un mondo strutturato dal rispetto di ruoli e regole, è uno spazio mentale immerso regolato da codici di condotta e da aspettative di sospensione del tempo. L’arte è un gioco che rispetta le regole dello stupore e del gusto, ed è una macchina produttrice di desideri regolati da una cornice di norme. La fabbrica dei giocattoli è in fondo un sogno iperbolico, un sogno dei sogni: il desiderio di varcare la soglia del laboratorio del piacere infantile, del luogo di creazione di quel tempo sospeso che sono i giochi. Vittorio Raschetti
Disegnatore, fu costretto per motivi famigliari a lavorare fin da giovane età. Le condizioni economiche ed il suo carattere lo portarono ad avere fin da subito un grande trasporto con la gente. Carattere estroverso, ilare, non costruito ma di una prorompente comicità , fu chiamato ripetute volte nelle televisioni Nazionali diventando ben presto un personaggio riconoscibile e riconosciuto In quel periodo della sua vita abbracciò esperienze musicali e teatrali. Ma la vita a Torino gli sembrava stretta e aveva necessità di evadere dal quotidiano e di scavare nel profondo della sua anima per trovare finalmente un nuovo modo di esprimersi e di realizzarsi. Dove finì per trovare tutto questo?? Ma nelle isole di Tonga dove in pochissimo tempo, nuovamente riuscì a catturare l’attenzione della popolazione fino a diventare amico intimo del Re. Lui, la sua chitarra e le giornate che passavano. Ogni giorno però lo avvicinava alla soluzione di quello che sentiva dentro e che sarebbe stato il suo motivo di vita. Graziano Rey al Maurizio Costanzo Show Infatti dopo un anno, ritornò a Torino e dopo un piccolissimo lasso di tempo, si organizzò per esprimersi attraverso la pittura. In ogni caso lo spettatore veniva rapito e colpito con violenza da emozioni personali che solo i veri artisti sanno comunque e sempre donare. Arrivato a piena maturità, oramai scandisce a ritmi quasi regolari, come il battito del suo cuore, la necessità di comporre opere e di presentarle alla gente che ricambia ogni volta con affetto e con esultanza, facendo a gara per accaparrarsi le sue opere. Materico, ora drammatico ora gioioso, ora lieve ora cruento ma sempre immediato e diretto. Impegnato oramai in progetti Nazionali ed internazionali nel 2014 decide di impegnarsi per concrete manifestazioni ed appuntamenti all’estero. La vita scorre veloce ed il Mondo è immenso. Ma Graziano Rey corre in fretta e sa che potrà ben presto abbracciarlo tutto e parlare con lui. Lo farà ridere e piangere e sempre commuovere ed emozionare. Luigi Mazzardo
La collezione “Strutture”, in esposizione non può esibire totalmente l’irrefrenabile estro artistico di Graziano Rey, artista poliedrico e caleidoscopico. Quello che possiamo vedere è un concentrato di opere, in parte appena terminate ed in parte del passato, confluenti in altri cicli, unificate dallo studio che caratterizza l’intera carriera dell’autore, e che termina nelle “Strutture”. Si evidenzia lo studio del materiale tessile, ovvero i supporti più disparati, da cui l’artista inizia ad abbozzare l’idea creativa, e crea da sé le basi, che diverranno tele o opere d’arte più complesse. Inizia a trattare le superfici con diverse tecniche che garantiscono il giusto assorbimento del colore, studia la densità del materiale da apporre al “supporto” per poter ottenere l’effetto voluto. Si può quindi dire che partendo da una idea di ciò che vuole realizzare, come Michelangelo, Rey vede nella trasparenza delle trame ciò che deve essere estrapolato, ma la conclusione della creazione è una sorpresa per lui stesso… Non c’è un tempo prestabilito per confezionare un capolavoro, anche perché ogni supporto è diverso e ogni materiale colorato si deposita in maniera particolare… Ecco perché l’autore li racchiude in cicli… in base al sostegno, al tema e al “periodo” storico. All’interno di ogni singola opera ci si può tuffare con l’immaginazione ed immergersi in paesaggi o mondi incredibili, dimensioni parallele, con tutto il nostro corpo. Si rimane attratti come una luce nel buio, quasi una certezza del bello al di là della cortina materiale dell’opera d’arte. La sicurezza è che l’emozione che se ne ricava è frutto di un dialogo profondo e personale tra noi spettatori e il quadro che ci sta di fronte. Ecco in questo silenzioso connubio che l’artista scompare dietro le quinte dell’opera e permette un confronto diretto, spesso anche tattile con l’Arte. La scelta degli oggetti esposti è legata alle strutture e al materiale che le compone, partendo dallo studio del tessile o dalle basi, fino al compimento. Da materiale “trovato, giunto” si arriva a creare quelli che poi formano i cicli di opere dell’arte dell’autore. - Polittico “Pentagramma”: è formato da cinque tavole incastonate in un’unica struttura, che ricorda le note musicali. Ha un dominio predominante di bianco e il dripping delle gocce verdi e nere, richiama melodie musicali. Questa, come la maggior parte delle collezioni dell’artista, grazie al colore e alla matericità delle paste, apre varchi non solo nell’immaginazione fotografica o visiva, ma anche nella memoria sonora. Probabilmente essendo stato legato molto anche all’ambito musicale, Graziano Rey riesce a dare una musicalità all’immagine rappresentata.
Camminare sulle pendici dell’Etna è una delle esperienze più meravigliose che si possa fare. Dalla cima, lo sguardo si perde negli innumerevoli strati di colori, il giallo della ginestra, il verde dell’arbusto, il rosso della sabbia portata forse dal mare. Le tonalità della terra si sfumano con il grigio dei nuvoloni sempre carichi di pioggia. Un paesaggio inconfondibile, incorniciato dal nero della pietra lavica, che piano piano prende il sopravvento. Un nero così profondo, così intenso, un nero trafitto dal vento, in un cui riecheggia il silenzio. L’eterno. ll vulcano, che da un’altra era, da un altro tempo, colora il mondo e lo forgia, lo plasma con i suoi zampilli e le sue colate. Due passi sull’Etna, un sobbalzo, un contraccolpo fortissimo. L’animo si incastona nella roccia e, rapito dalla materia, è trascinato lontano – forse salvato? Liberato? Sicuramente destato. E questo accade - o meglio in potenza può accadere - davanti alle opere di Graziano Rey. Davanti ai suoi tratti repentini di colore che emergono dallo sfondo. Davanti alle sue Dicotomie e alla velocità di passaggio dal chiaro verso l’abisso della profondità dei toni scuri. Davanti alle sue superfici che vengono incontro, protese in abbraccio. La tela, intessuta nel colore, diventa protagonista, canapa, lino, cotone accolgono sabbia, talco, smalti e acrilici. Rey abbraccia l’informale, crea una base materica irregolare e avvolgente, che va a completare con tratti di pennello e spatola. Segni, guizzi di colore, che rapiscono il nostro sguardo, mostrandoci una direzione, una via. Le superfici tattili dell’artista creano attimi eterni, atmosfere rarefatte, suggestioni vibranti. Sono opere capaci di portarci lontano. Un vero dono, che però bisogna saper cogliere. Ed è questo forse il più grande insegnamento che Rey ci mette davanti, l’artista fa risuonare la sua voce, una scintilla vitale che brilla di fronte ai nostri occhi.
Moloch Blues Esposizione Artistica Collettiva Itinerante CAFFE’ BASAGLIA via Mantova n° 34 TORINO Vernissage: sabato 6 aprile 2019 ore 19.30 Artisti: ROGER BALLEN GRAZIANO REY SERGIO ZAGALLO SILVIO PASQUALINI CARLO ANDREOLI GIANNI MIRAGLIA Presentazione di Vittorio Raschetti Mostra a cura di Annarita Rossi L’Esposizione artistica partita da Venezia (Biennale 2017), col suo iniziale e ormai noto titolo de L’OMBRA DEL MOLOCH, e proseguito a Palermo, Vicenza, Torino e Roma nel 2018, ritorna nella città di Torino, all’interno del suggestivo ed amato Caffè Basaglia. La mostra, pensata e realizzata da un’idea di Annarita Rossi, con la collaborazione dell’autore di testi teatrali Simone Di Via, ed il curatore e critico Robert Carlo Phillips, nasce come spunto dalla poesia di A. Ginsberg “ L’urlo” del 1958. “Moloch! Moloch! Moloch la cui anima sono elettricità e banche! Il cui sangue è denaro che corre! Si sono rotti la schiena per innalzare Moloch al cielo!” Howl, Allen Ginsberg, 1958 Da quella controversa ma straordinaria sfida lanciata alle nostre coscienze nasce questa mostra itinerante. Come nel progetto fin dal suo inizio, questa Collettiva è cammino condiviso che segue e insegue la missione propria dell'arte. “... Ogni giorno la gente d’Occidente svende un pezzo della propria anima per innalzare Moloch al cielo. Storpia la propria Natura per deificare questa cattedrale di luci corrotte. Sacrifica e spegne la propria luce per tenere acceso il Moloch. Ne abbiamo fatto un Dio e i suoi angeli ci sussurrano bisogni artificiali di cui ormai non possiamo fare a meno. Angeli dai nomi già mitici: Visa, Amazon, Sony, Samsung. “Mors tua vita mea” esclamano i monitor, i neon, gli slogan. Un fantasma si aggira sotto i grattacieli di New York, ma potrebbe essere Milano, Madrid, Parigi. O qualsiasi città globalizzata Asiatica o Medio-Orientale che s’illude che l’idea di moderno Occidentale sia in qualche misura salvifica. Il nemico non è più al fronte, ma nella tasca della giacca e ogni tanto squilla...” Simone Di Via “Ben povera cosa sarebbe un'esposizione dove il racconto è racconto e l'immagine è immagine. Di fronte ai narrati ogni epoca sa cosa cercare di sé stessa e ognuno di noi ha, nel proprio specchio, l'immagine distorta di una melanconia ovattata; di quello che dovrebbe essere il proprio “se”. Allora dove le immagini, pittoriche o fotografiche, facessero riferimento solo a sé stesse, snaturate e allontanate dal mondo che le ha create o ispirate, solo allora l'inganno sarebbe compiuto e l'Ombra avrebbe vittoria. Ma qui non c'è inganno né travisamento, c'è solo il desiderio di narrare, con l'immediatezza del dire, il quotidiano divenire di una follia che chiamiamo “società civile” o “modernità” dove, l'artista, che può vedere, mostra, rinunciando alla parola, figure ed eventi che anticipano l'atto per mezzo dell'unico alfabeto accettato: quello dei simboli tangibili di una mai accettata, ma ineluttabile sentenza”. Robert Phillips su L'ombra del Moloch Torino 2018 I sei straordinari artisti di Moloch Blues conducono coraggiosamente fra le pieghe del nostro esistere. Di fronte al Moloch e alla sua autoproclamata invulnerabilità, oppongono specchi per la nostra coscienza, ironia, “clandestina” reizione, il nostro radunare le forze, riaccendere i fuochi, ballare musiche sommerse, sorridere da una visione a volo d’uccello sulla nostra stessa ombra e la volontà risoluta di attraversarla, per riaprire il campo del possibile nuovo e capovolto inizio. Annarita Rossi ROGER BALLEN, ritenuto il fotografo artistico più significativo del nostro secolo. Americano di nascita e sudafricano di adozione ( Johannesburg ), geologo e psicologo, che da oltre quarant’anni fotografa il degrado della società. Definito geologo dell’anima, espone in questa collettiva la sua opera " The Theatre of Apparitions" , in cui ci conduce nella sua ricerca sul mistero-uomo, sul mistero-universo, invitandoci a non alzare difese, ma guardare ad occhi aperti quel buio che è il nostro stesso buio, ed attraversarlo con coraggio. SERGIO ZAGALLO, scultore veneto,( Campolongo Maggiore, PD), pittore e autore di installazioni. Conosciuto soprattutto attraverso i suoi bellissimi “homeless”, impressionanti figure sdraiate, vestite degli abiti dell'artista stesso, nelle quali egli lega meditazione esistenziale e riflessione sociale. Ci costringe a sentirne il silenzio assordante fra le torbide nuvole del presente e lanciare un urlo di fortissimo impatto alla nostra coscienza. Nella sua vasta produzione artistica, l’interesse per la figura umana è assai ricorrente, esplorandone la materialità e la fisicità del corpo con particolare attenzione alla sua rappresentazione e percezione in un contesto di cultura di massa, poiché è al suo interno che si trova spesso la nostra luce più autentica. GRAZIANO REY, artista torinese, già uomo di spettacolo, che converte dopo anni di televisione e cabaret, la propria impellenza creativa ed espressiva nel gesto pittorico ispirato ed emozionale. Generoso e compiuto nella propria missione artistica che viveva in lui da sempre. “Il Moloch, Dio- Demone a cui nell’antichità si dava in sacrificio la purezza, si trasforma metaforicamente nella società da noi stessi creata e che fagogita la nostra linfa più preziosa. Ma l’arte questo non lo permette. Così il senso di annichilimento viene descritto raccontato, trasmutato… nel mio caso, nelle mie opere sento il bisogno di esprimere e regalare scampoli di panorami incontaminati e di paesaggi visionari, quelli che temiamo invece di veder scomparire. Credo che ancora e sempre, l'arte possa percorrere il suo coraggioso cammino, lasciandosi alle spalle la paura. Mi sento di dire che noi artisti ci siamo, ancora, più che mai, come una voce che risuona della propria scintilla vitale. Graziano Rey SILVIO PASQUALINI Gestuale e segnica la pittura di Silvio Pasqualini, l’artista con le sue carte crea un alfabeto dell’inconscio dove la pluralità di contrasti avvolge l’occhio in un’inspiegabile seduzione. Le sue opere son intrise di un movimento drammatico eppure risolto, dove l’accumulazione dell’energia trova una rete quasi biologica di fiorita espressione e una complementare negazione segnica. Forse vi è anche la stratificazione plurima del tempo a segnare questi lavori che con l’eloquenza muta, quasi prepotente, tirano lo sguardo dello spettatore in un vortice vitale carico del tutto. Mosè Previti ( dal catalogo della mostra Universi ) CARLO ANDREOLI, Distruzione, creazione, penetrazione della realtà, come uno street painter che usa la tela senza mezzi toni nell’espressione schietta e spesso ironica di drammi umani e sociali, scritte sgrammaticate o in dialetto ferrarese, non cercata ma insita limpidezza di messaggio. Alo sa insegnare il gioco dell’ironia su se stessi, sul fuori, in sintesi di una missione umana dell’uomo artista, dell’uomo libero dentro gabbia comune. Andreoli fa respirare a pieni polmoni, restituisce pensieri liberi da qualsiasi senso di oppressione. Lui che racconta di oppressione, di ingiustizia e dolore, paradossalmente, raccontando e dichiarando, ce ne libera, ci solleva dal peso, con un volo nel pop, col suo sarcasmo "ridente", con la sua prorompente positività a dispetto di tutto. In una sua opera giovanile, accostando S. Giorgio ad una sua foto, appare la scritta " Da morto mettetemi in un posacenere. Grazie." ! GIANNI MIRAGLIA Gianni Miraglia è ammarato da una nave dei folli incagliata nella ridondanza della citazione, nella frequentazione dello spazio mentale del disagio commerciale della parola che svende gli ultimi lembi di libertà: Opere nate come sfida alla dis-grafia, oltre il destino dell’inattitudine pittorica agite da un automatismo del grattare quel che resta sulla superficie: opere nate sottocutanee, nei bassifondi del colore, ma in grado di ridestare un sospiro di malinconica struggente fuga del destino della normalizzazione del consenso social. Opere vibranti di attualità, pronte a disseppellire la prevedibilità ed innescare detonatori politici, campi minati del senso, pronte a un dissenso radicale verso ciò che nasconde l’anima e impedisce il moto di reazione al disastro sociale, ala deflagrazione antropologica. Vittorio Raschetti
Le miniature Sbaglia chi pensa che nelle Miniature di Graziano Rey emerga un ripiegarsi dell’artista dall’arte intellettuale che ha caratterizzato il periodo maggiormente astratto per compiacere lo spettatore alla ricerca di un’immagine figurata di maggiore semplicità. È vero che gli ultimi lavori ricordano un certo impressionismo, soprattutto quello di William Turner, ma il percorso che ci porta a questi risultati può essere definito come una evoluzione dell’interpretazione dei dettati della materia da parte dell’anima dell’artista. Se nel puntinismo di Pissarro era il colore a dare forma alla figura facendo passare in secondo piano il tratto, l’elemento di disegno da cui traevano origine le immagini, in ogni caso era la situazione la testimonianza del momento a guidare le scelte dell’artista. In Turner le forme venivano velate dal mood, dallo stato d’animo del pittore. L’evento continua ad esistere, ma è la partecipazione emotiva dell’artista a venire descritta dai colori, non più netti per definire i contorni, ma diffusi a cancellarli, a distrarre lo sguardo dell’osservatore dal “che cosa” al “come” e in particolare al come mi fa sentire. Rispetto al passato, quando Graziano seguiva il fil rouge imposto dalle collezioni che ispiravano il periodo che stava attraversando, il nuovo stile, nato all’ombra delle miniature, della “decrescita felice” dell’artista, che non sente più il bisogno di gridare il messaggio su grandi pannelli con il sacrificio dei materiali, oggi è il singolo lavoro a trovare posto nella particolare classificazione che si trova nelle categorie del catalogo delle collezioni (anche on line nonostante gli aggiornamenti spesso manchino e si trovino purtroppo sparpagliati inopinatamente sui social più trash). È ad esempio il caso dell’interpretazione del dramma del crollo del ponte di Genova raccontata ne La mia Genova che trova coerentemente posto nella collezione Eventi, quella dell’artista testimone del suo tempo dove il cielo di sangue si staglia sul mare di cemento in un orizzonte quasi indistinto dagli archi luttuosi, un tratto senza figura. Al contrario, “Il laghetto” trova posto fra le Impressioni, con la capacità che ha il senso di lieve vertigine che provano i bambini quando si lasciano rotolare lungo il declivio erboso fino a fermarsi sulla pace del lago. Il ponte di Genova dell’adulto consapevole contrapposto alla pace gioiosa del lago del bimbo che è in ognuno di noi è un esempio perfetto della tensione, della contrapposizione fra il mondo della storia e quello dell’essere vivente. Image for post Il Laghetto Possiamo ancora essere diversi da come ci siamo maledettamente costruiti. E per poterlo fare dobbiamo lasciarci ispirare dalla natura, non acriticamente, ma delicatamente. La via la accenna proprio l’artista che passa dall’imporre il proprio pensiero formale alla materia e ai colori usati, al farsi interprete della voglia di esprimersi che hanno le paste, i metalli, i cementi… Si percepisce la posizione assorta dei pittore, proprio come un medium che riceve dallo spirito dei materiali il tratto da imprimere allo schermo con cui il segno si sposa al materiale mai ovvio su cui si congiunge ora amorosamente ora rabbioso. Da questa copula, quasi casualmente ecco che nasce la forma, per l’artista probabilmente involontaria, ma non così per i materiali che utilizza. Image for post In attesa dell’oasi Un lavoro che non trovate sul catalogo illustra al meglio quanto vado dicendo: nell’opera “In attesa dell’oasi; un acrilico su tela sabbiata 80x80 ” fra il terreno infuocato dal sole e lo spleen che incombe grigio dall’alto si insinua fragile come una goccia sfuggita dal pennello l’anima e il suo miraggio (anche se non sappiamo se il secondo si trovi in alto o in basso). Alla ricerca dell’oasi l’io sfuma quasi privo di valore, di peso, senza forze, debole, senza tuttavia aver perso la fede, la speranza di quella pace che trova posto nella costante di tutti i lavori di Graziano: l’orizzonte, a volte implacabile, a volte terribile, ma sempre presente come un imperativo, la missione dell’uomo. In definitiva, per guardare agli ultimi lavori di Graziano Rey bisogna imparare a farsi piccoli-piccoli, come in quel passaggio dei Man in Black, dove Franky il Carlino rimbrotta gli umani per la loro presunzione che per essere importante una cosa debba essere enorme e che una galassia non si possa trovare nel ninnolo del collare di un gatto. Guardate i suoi lavori da vicino, molto da vicino e ne scoprirete infinite sfumature, come se ogni dettaglio potesse essere un lavoro a sé. È questa la vera delizia della miniaturizzazione della materia per Graziano Rey: vive e si moltiplica come parti di infiniti frattali fra acrilici e legni, fra intelletto e corpo, fra impegno e metempsicosi. La materia di cui sono fatti i sogni. WRITTEN BY Ennio Martignago
Graziano Rey è nato a Torino ma ora vive in val Pellice. Ha all’attivo molte esposizioni e ha esplorato il mondo dell’arte, in particolare la pittura realista, come quello della musica. Da poco ha allestito la mostra “Alle porte del Pellice tra spirito e materia”, un titolo che ben descrive il suo approccio al lavoro artistico, esposizione dove ha presentato sia miniature di materiali vari sia tele di quattro metri. Dal 2000 si dedica in modo esclusivo alla pittura privilegiando l’uso dei materiali poveri e il riciclo, cominciando a cambiare approccio avvicinandosi a uno stile informale. La materia impiegata rivela apertamente il rapporto con il luogo scelto dall’artista come spazio per il proprio atelier: infatti tra gli smalti e la cementite si trova impiegata anche la Pietra di Luserna. Ma la valle non è solo questo: “C’è una convivenza di culture che si abbina e si rivela nella fede, in una coesistenza pacifica. Nella mia carriera ho creato opere che rivelano la relazione dell’uomo con Dio, tema sempre presente nei miei quadri”. Il linguaggio informale dell’opera riesce a catturare dei momenti, delle presenze che sono intorno a noi andando al di là del figurativo creando un tutt’uno fra più livelli di comprensione. Graziano Rey vuole, riuscendoci, raccogliere e imprigionare delle energie sulla tela riassumendo sul supporto materico l’atmosfera circostante: uomini, natura e spirito. Non mancano anche i riferimenti musicali: “Nella mia vita è molto importante la musica, per molto tempo mi ha dato da mangiare e poi, nel 1993, un viaggio alle isole Tonga ha segnato un cambiamento, riportandomi più vicino all’arte grafica“. Spirito non soltanto interpretato dalla teologia cristiana, ma che l’artista coglie anche nelle tradizioni più lontane e animistiche. Qualsiasi elemento della vita e dell’ambiente ha influenzato lo stile di Graziano Rey per portarlo, come spesso accade, sempre più vicino alle radici, alla terra degli antenati: la val Pellice. Valle che è spazio, mezzo e spirito attraverso cui l’artista si esprime. Susanna Ricci dall’ Eco delle Valli Valdesi
Roma 2018 a cura di Gigi Mazzardo e Anna Rita Rossi
http//www.grazianorey.itArteTop Le opere di Graziano Rey in mostra dal 12 al 31 ottobre 2021 a “Cantina da Licia” di Torino Photo of Redazione Redazione6 Ottobre 2021 380 1 minuto di lettura TORINO. Martedì 12 ottobre dalle ore 18, Cantina Da Licia di via Mazzini 50 ha il piacere di ospitare la mostra personale d’arte “Immagini e visioni”, dell’artista Graziano Rey. Nell’occasione verrà presentata ai visitatori una selezione di opere, fulcro narrativo da cui si dispiegano iconiche rappresentazioni di un animo espressivo, capace d’intrattenere un legame dialogico di pura coscienza, a cura di Maria Libera Amato e Luigi Mazzardo. Le opere resteranno in esposizione sino al 31 ottobre. Graziano Rey offre un codice di lettura innovativo che non focalizza la sua attenzione solo sull’opera d’arte per una ricerca puramente estetica , sui materiali utilizzati o attraverso banali dissertazioni tecniche, ma sulla capacità propulsiva che il suo linguaggio sacro e interiore possiede nell’agire in un preciso momento creativo, creando contesti d’ interattiva partecipazione. Nello spazio aleatorio delle sue tele, si estendono superfici d’immensa casualità e improvvisazione, dove materia e colore eseguono e compongono sussultanti armonie, attraverso la forza di una potente gestualità segnica. Ed è qui che lo spazio ristretto delle nostre attitudini fisiche e mentali, trovano energie vitali straordinarie ed inesplorate, che riattivano prodigiosi mondi rinnovabili interiori, perché l’arte di Graziano Rey è in grado di attivare potenzialità inespresse, poiché l’arte “abita” in noi, in ogni luogo. L’artista compie il suo atto d’amore edificando per noi spazi immaginifici, che diventano spazi reali e definiti, per dare visibilità all’invisibile bellezza di ciò che sta in noi e che silenziosamente, in ogni istante, ci pervade e ci rende parte dell’infinito…
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https://www.torinotoday.it/eventi/immagini-e-visioni-graziano-rey-cantina-da-licia.htmlTURISMO - VINO E SAPORI ARTE E CULTURA - MOSTRE ARTE E CULTURA - CONFERENZE Precedente Successivo 27/06/2021 IL RIUSO Torre pellice I COLORI DEL ROERO A VILLA CORNAREA CANALE D'ALBA SUMMER MEMORIES DI GRAZIANO REY CANALE D'ALBA Sabato 3 uglio 2021 alle ore 18,00 si inaugura la mostra ”SUMMER MEMORIES di Graziano Rey con il contributo di WinetourPiemonte a cura di Chiara Zunino. Tra le verdi colline del Roero, ospite nella bellissima struttura di Villa Cor Graziano Rey Artista e musicista, fondatore della band Torinese “Jambon street” e autore di numerose sigle televisive ospite per lungo tempo al Maurizio Costanzo, negli anni 90 abbandona dopo un anno sabbatico alle isole Tonga, il mondo dei media, per tornare all'amore primordiale: la pittura. www.grazianorey.com www.villacornarea.com Dal 1973 artista, dopo aver condiviso l'arte con il fratello Francesco e il Maestro Lorenzo Alessandri nel periodo della “Soffitta Macabra” a Torino, si dedica per anni all'arte figurativa e, in particolare, al mondo della musica. Dal 1982 al 1987, autore di sigle televisive, di cui le più note: Buona Domenica, I Ragazzi della III C, La Giostra. Ferragosto OK, collabora come autore con diversi cantanti. Nel 1991 - 1992 vince il premio Rino Gaetano e il premio Viareggio come cantautore. Opinionista, partecipa a numerose puntate del Maurizio Costanzo Show e come attore alle Candid Camera di Alberto Silvestri. Nel 1993 pubblica il racconto 3001 Spooky su Jork II, edito da Mancuso editore. Attore nel film “In camera mia” di Sergio Martino, dopo l'anno trascorso alle Isole Tonga si allontana progressivamente dal mondo fittizio dell'apparenza e riprende in mano l'amore primigenio: la pittura. Nel 2017 partecipa al percorso della biennale di Venezia sul tema del “Moloc” al Palazzo degli Armeni, percorso in seguito riproposto a Palermo e a Vicenza Realizza la Personale a Torre Pellice L'arte del riuso Nel 2018 prosegue il cammino dell'Ombra del Moloch ospitato dalla Banca Generali a Torino e successivamente a Roma. A ottobre a Savigliano (CN) partecipa alla mostra “Agorarte“. Nel febbraio 2019, Personale a Ferrara all'Art Gallery . A Torino “Caffè Basaglia e Milano “Passante ferroviario sempre con “L'ombra del Moloch” partecipa in giugno all'evento Terrestre magico a Bologna. Personale agosto a Torino - Studio Grigio esclamativo.
Fragilità “Citando Seneca ” Noi viviamo come se dovessimo vivere sempre, non riflettiamo mai che siamo esseri fragili”. Una relazione materiale che coinvolge l’uomo, autore di danni irreversibili a discapito del nostro pianeta. Questo è un aspetto da trattare, spesso l’inconsistente e scellerato modo di vivere e la nostra noncuranza del creato ci porta a privilegiare dei comportamenti che nell’immediato ci soddisfano, ma poi lasciano alle future generazioni distruzioni e quant’altro. Un profondo mea culpa per le sciagurate scelte. I miei lavori raccontano attraverso i colori e le forme il disfacimento, la guerra, attraverso una lettura contemporanea che esclude l’immagine ma stimola l’immaginifico.
Mi ha fatto onore la visita a Milano di un grande critico VITTORIO RASCHETTI segue con grande passione e l'arte contemporanea è sa dare una lettura personale e attenta...insomma ce ne fossero come lui.....
https://www.grazianorey.itMi ha fatto onore la visita a Milano di un grande critico VITTORIO RASCHETTI.
https://www.grazianorey.itEsprimiamo gratitudine e riconoscenza infinita a tutte le persone che ieri sera hanno mostrato viva e raffinata sensibilità, nell' aver presenziato all'inaugurazione espositiva delle opere dell'artista Graziano Rey. Un caloroso grazie a Veronica e Alberto, titolari del locale "Cantina da Licia", che hanno accolto amici e conoscenti, creando squisite delizie accompagnate da ottimi vini. Le parole di Graziano hanno introdotto e illustrato, con la classica tenerezza e simpatia che lo contraddistingue, alcune tappe fondamentali del suo percorso artistico, avvicinandoci con estrema semplicità alla comprensione delle sue opere. " L' uso del colore è un sicuro mezzo per incidere un influsso continuo sull'anima : qui l'espressione artistica diventa magia liberata dalla mente di chi sa creare". Omaggio a Graziano Rey. Marialibera Amato Gigi Mazzardo
https://www.velesp-art.com