2024-2025 LA DANZA DEI COLORIDall'immaginario e fiabesco mondo di Marc Chagall,
fatto di sogno e colore e il mondo creativo di Vasilij
Kandinskij considerato il padre fondatore del
movimento artistico denominato “astrattismo” , che
prende spunto Graziano Rey per presentare il suo nuovo
ciclo dedicato al “Colore musicale” .
Quindici tele di contrasti cromatici, il fondo satinato
permette al dipinto ad olio di avere migliore risalto e
spessore e poi un girotondo di inneschi di colori stretti in
una danza asincrona rilasciata nell'immaginario delle sue
emozioni. Quello che trasmette è un allegoria musicale,
una danza dei colori, che ci riporta all'infanzia, un
primordiale tuffo nel nostro inconscio fatto di musica e
colori.
Possiamo chiamarlo “Minimalismo musicale” oppure
“Immaginario collettivo” un flusso mimetico e
connettivo, costruito su narrazioni e immagini e basato
su una intensa partecipazione del non razionale e dei
sensi, su cui si basa il gioco di interazione tra gli individui e
le tele compiute.
The dance of colors
From the imaginary and fairy-tale world of Marc
Chagall, made of dreams and color and the creative
world of Wassily Kandinsky In this context my
research started from the texture of the canvases in
search of chromaticcontrasts, from the
homogeneous satin background which allows the
oil painting to have better prominence and depth
and then a round of close color triggers in an
asynchronous dance released in the imagery of my
emotions. What I want to convey is a musical
allegory, a dance of colours, which takes me back to
childhood, a primordial dive into my unconscious
made of music and colours.We can call it "Musical
Minimalism" or "Collective Imaginary" a mimetic
and connective flow, built on narratives and images
and based on an intense participation of the nonrational
and the senses, on which the game of
interaction between individuals and the completed
canvases is based .From a quote from my life
partner Silvana Borio” Color is a means of exerting a
direct influence on the soul, color is the key, the soul
is a piano and with this or that key it makes the soul
vibrate..
Ciclo delle gabbie: L’immaginario limite cogliere ciò che non si vede, il noumeno. Nella filosofia di Platone, il noumeno rappresenta tutto ciò che non può essere percepito nel mondo tangibile, invero, l’esigenza di cogliere ciò che non si vede, l’immaginario, tutto ciò che è posto al di là dei nostri sensi. Stretti nella gabbia del conformismo e schiavi (tutti noi) di rigide sbarre, attraverso l'arte, costruiamo nuovi spazi e orizzonti. L'artista è un creatore di mondi : il buon artista è quello che riesce ad ingannare gli spettatori , ed il buon spettatore è quello che si lascia ingannare dall'artista.
12 agosto 2024 "Ai confini della terra" Tempio Valdese dei Coppieri e sala Unionista di Torre Pellice
Li dove l'infinito segna la divisione tra terra e cielo , tra lo spirito e la materia, il noumeno ci regala attimi di riflessione sulla netta divisione tra il colore e la luce dello spazio e il materico industriale e pragmatico radicato materialismo. Due materiali che creano un antitesi un ossimoro un conflitto una lucida follia tra il vissuto e l'irreale.
27 Luglio 2023 (La gabbia)
L’immaginario limite cogliere ciò che non si vede, il noumeno. Nella filosofia di Platone, il noumeno rappresenta tutto ciò che non può essere percepito nel mondo tangibile, invero, l’esigenza di cogliere ciò che non si vede, l’immaginario, tutto ciò che è posto al di là dei nostri sensi. Stretti nella gabbia del conformismo e schiavi (tutti noi) di rigide sbarre, attraverso l'arte, costruiamo nuovi spazi e orizzonti.
Graziano Rey
10 gennaio 2021
In questo mio primo articolo voglio parlarvi di un tema a ma molto caro l'Arte del riuso di Graziano Rey
Ogni materiale racconta una storia e cela tra le sue righe un percorso di vita, un filo conduttore che ci ricorda un periodo della nostra vita, del nostro fare quotidiano. Quando viene dismesso, finisce accatastato nelle cantine, nei solai o peggio ancora abbandonato nelle discariche.
Di qui nasce l’idea di utilizzare supporti in ceramica, tegole, scatole e altri materiali abbandonati che ridipinti e restaurati possano così raccontare, senza nulla nascondere, sia la storia degli oggetti, sia l’impronta creativa dell’artista.
L’artista in questo caso raccoglie l’eredità dell’oggetto e lo lavora, lo sovrappone, lo scompone e ricrea una nuova dimensione, ridando vita ad un oggetto altrimenti destinato all’obsolescenza e all’abbandono.
Questo stimolo risente molto dell’influenza – ancora in parte presente dell’attuale sistema dell’arte – della filosofia di Marcel Duchamp, secondo la quale ogni oggetto può essere arte. L’artista non è un replicante, un accademico disegnatore, un copista o un bravo artigiano, è un creatore di emozioni.
In alcuni casi l’arte diventa provocazione, come nel caso di Piero Manzoni che realizza le scatolette di aria d’artista o di altri che con tagli e detessiture hanno fatto vivere lo spazio dietro la tela (Fontana, Emblema) oppure, diversamente, hanno osato decomporre oggetti di uso quotidiano (Arman).
È così che a partire da queste premesse ha avuto inizio da Torre Pellice nel 2017 e per opera di Graziano Rey un progetto che ci ha portato ad avvicinarci sempre di più alla politica del recupero dei materiali.
Graziano ha realizzato in questi anni una serie di lavori legati all’arte del recupero e a partire dai quali seguirà al più presto una mostra dedicata al “Riuso”. recuperando lamiere, mattonelle, copri water, stracci, fili di ferro, tegole e altro Graziano ha assemblato questi lavori, portandoli a nuova vita con l’intento di regalare al pubblico le emozioni che io ho provato nella loro realizzazione. Graziano Rey
Novembre 2020
Da un intervista dello scrittore Francesco Rodolfo Russo da il giornale "Autonomia scolastica"
D: Riflettendo su una società condannata a produrre all’infinito, il recupero dello scarto, per farlo assurgere
a opera d’arte, può invogliare i giovani ad avere cura diversa degli oggetti?
R: Sicuramente le nuove generazioni sono più attente forse perché vivono in una società al limite e loro ne sono consapevoli, anche se spesso il loro modo di vivere non è conforme alle regole che si impongono, perché nati in un epoca di gran consumo (usa e getta). Quando io ero piccolo ricordo che ci si ingegnava, per esempio, per costruire una cerbottana recuperando un pezzo di tubo, delle mollette, non c’era ricchezza quindi con l’aiuto della fantasia si realizzava il gioco. Ora il futuro lo vedo molto difficile.!
D: In un mondo che brucia tutto a volte in qualche attimo, che cosa suggeriresti a un giovane che volesse
iniziare una delle carriere che tu hai intrapreso?
R: Di prendere tutto con passione gioia, divertimento, umiltà e voglia di comunicare, senza dimenticare che per raggiungere dei risultati ci vuole molta costanza e studio, ma di fondo se non c’è il talento a nulla serve. Quindi avere una buona dose di autocritica e delle buone amicizie.
D: Che cosa potrebbe fare la scuola per indirizzare meglio gli studenti dopo la maturità?
R: La scuola utilizza i meccanismi della didattica, ma l’esperienza te la fai sul campo, una volta ricevute le basi, devi proiettarti nel mondo avvicinandoti il più possibile ai temi del quotidiano. Seguendo il proprio talento creare gruppi che hanno interessi in comune e dedicare anche tempo alla pratica dell’attività.
D: Quanto sarebbe d’aiuto avvicinare le persone che hanno qualche disabilità con un progetto
interdisciplinare che comprendesse la musica, la recitazione, l’arte, educandoli anche al riuso dei
materiali di scarto?
R: Di fondo ogni forma di arte creativa, avvicina l’uomo, un esempio la musica è un linguaggio universale, l’arte figurativa è provato avere un importanza terapeutica, i diversamente abili, i pregiudizi razziali e le differenze sociali non sono compatibili con l’arte.
L’arte è un dono che ognuno di noi (non per questo famoso) possiede. Ci mette in contatto con una sfera emozionale, un mondo parallelo dove non esistono confini e differenze. Educhiamo i ragazzi al riuso dei materiali, perché gli oggetti passati hanno hanno una storia. Ridare vita agli oggetti e un po' come ridare a noi la memoria.